Le origini: Strampelli e la riforma agraria

Il Senatore Cappelli è un grano duro (Triticum durum) selezionato tra il 1906 e il 1915 dal genetista agrario Nazareno Strampelli presso la stazione sperimentale di Rieti. Il lavoro di Strampelli partì da un terreno messo a disposizione dal marchese abruzzese Raffaele Cappelli — senatore del Regno d'Italia e sostenitore delle riforme agrarie — nei pressi di Foggia, in Puglia. Il materiale genetico di partenza fu un grano tunisino chiamato Jean Rhetifah, incrociato con altre varietà di frumento duro per combinare adattabilità mediterranea e produttività.

La denominazione ufficiale "Senatore Cappelli" fu registrata nel 1923, in riconoscenza del sostegno finanziario e politico ricevuto. La varietà fu omologata e distribuita agli agricoltori meridionali negli anni successivi, con risultati che superarono le aspettative di Strampelli stesso.

Il dominio degli anni Venti–Cinquanta

Tra gli anni Venti e i primi anni Cinquanta del Novecento, il Senatore Cappelli occupò fino al 60% della superficie italiana a frumento duro. In Basilicata e Puglia — le due regioni storicamente dominanti nella coltivazione del grano duro — questa percentuale era ancora più alta. La varietà si impose per tre ragioni principali: adattabilità ai suoli argillosi e sassosi dell'entroterra meridionale, resistenza alla siccità estiva e produzione di semola con elevato contenuto proteico, adatta alla pasta lunga trafilata al bronzo.

A differenza dei grani moderni a taglia bassa sviluppati negli anni Sessanta con le tecniche della Rivoluzione Verde, il Senatore Cappelli è una varietà alta, con culmo fino a 180 centimetri. Questa altezza lo rende vulnerabile all'allettamento in caso di venti forti e fertilizzazioni azotate eccessive, ma gli conferisce una capacità radicale profonda che lo avvantaggia nei periodi di siccità prolungata.

Chicchi di farro emmer (Triticum dicoccum), varietà antica affine al Senatore Cappelli
Chicchi di farro emmer (Triticum dicoccum). Fonte: Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il declino e il ritorno

Con l'introduzione dei grani semidwarf ad alta resa negli anni Sessanta–Settanta, il Senatore Cappelli fu progressivamente abbandonato dalla grande agricoltura. La sua bassa produttività per ettaro — circa 2–3 tonnellate contro le 6–8 dei grani moderni — lo rendeva economicamente non competitivo in un sistema agricolo orientato alla massimizzazione del volume.

La riscoperta iniziò negli anni Novanta, trainata prima da agricoltori biologici che cercavano varietà adatte a colture senza concimi chimici, poi da pastifici artigianali interessati a semole con caratteristiche organolettiche differenti da quelle dei grani industriali. Oggi il Senatore Cappelli è coltivato principalmente in Basilicata, Puglia, Sicilia e Abruzzo, con una filiera che comprende pastifici artigianali, mulini a pietra e agriturismi.

Caratteristiche nutrizionali: cosa dice la ricerca

Rispetto ai grani duri moderni come il Simeto o il Duilio, il Senatore Cappelli presenta profili nutrizionali con alcune differenze misurabili:

  • Contenuto proteico totale: mediamente 13–15% contro il 12–13% dei grani moderni (dati CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura, 2019)
  • Rapporto glutenine/gliadine più favorevole, con implicazioni sulla qualità del glutine e sulla digestibilità
  • Maggiore concentrazione di carotenoidi (luteina e zeaxantina), responsabili del colore giallo intenso della semola
  • Livelli più elevati di tocoferoli (vitamina E) nel germe, preservati meglio dalla macinazione a pietra che dalla macinazione a cilindri

Va precisato che la composizione nutrizionale varia significativamente in base alle condizioni pedoclimatiche di coltivazione. I dati sopra citati si riferiscono a coltivazioni su suoli argillosi meridionali senza integrazione azotata — condizioni tipiche della produzione biologica.

Il Senatore Cappelli come base genetica

Oltre alla sua importanza storica diretta, il Senatore Cappelli ha un ruolo fondamentale come materiale genetico di partenza per molte varietà sviluppate successivamente. Dal Cappelli derivano, per incroci successivi, il Creso (la varietà che ha dominato gli anni Settanta–Novanta), il Duilio, il Simeto e numerosi altri grani duri moderni. Per questo motivo viene spesso definito "il padre dei grani duri italiani" nella letteratura agronomica.

Questo patrimonio genetico è oggi riconosciuto dal sistema internazionale di conservazione delle risorse fitogenetiche: il Senatore Cappelli è mantenuto in collezione presso il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) e nei principali istituti di genetica agraria europei.

Fonti e riferimenti