Mulini storici, grani antichi e macinazione a pietra in Italia

Un archivio di documentazione dedicato ai mulini ad acqua ancora attivi, alle varietà di grano autoctone italiane e ai processi artigianali di produzione della farina — con riferimenti a fonti accademiche e storiche.

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La filiera corta del grano in Italia

Dai campi di Basilicata e Puglia, dove il Senatore Cappelli e il Russello crescono su terreni argillosi drenanti, ai mulini ad acqua dell'Appennino centro-settentrionale: la catena che porta il grano alla tavola senza intermediari industriali è ancora viva in numerosi territori italiani.

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Tre aspetti della tradizione molitoria italiana

Mulini ad acqua

In Umbria, Marche e Appennino modenese esistono ancora mulini azionati da forza idrica, con macine in pietra naturale risalenti al XIII–XVI secolo. Alcuni, come il Mulino Bravi del 1565, non hanno mai interrotto l'attività.

Grani autoctoni

Il Senatore Cappelli, il farro monococco, il Russello siciliano e la Tumminia sono varietà selezionate nei secoli per adattarsi ai microclimi italiani. Contengono profili proteici e minerali diversi rispetto ai grani moderni ad alto rendimento.

Molitura a pietra

La macinazione a pietra naturale avviene a bassa velocità (sotto 400 giri/minuto), con temperatura del prodotto contenuta. Questo preserva crusca, germe e frazioni lipidiche che la macinazione a cilindri industriale separa e scarta.

Farro, Russello, Tumminia: grani che sopravvivono

Alcune varietà di grano italiane si sono salvate grazie all'isolamento geografico e all'impegno di singoli agricoltori. Il farro della Garfagnana (IGP dal 1996), il Russello coltivato sulle pendici dell'Etna e la Tumminia delle colline trapanesi continuano a essere seminati con metodi che risalgono all'epoca romana.

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